Ambrogio Delachi
– presidente del Gruppo Delmac di Thiene
(Vicenza) – è il nuovo presidente di Acimall,
l’associazione confindustriale che riunisce 211
costruttori di macchine, impianti e tecnologie
per la lavorazione del legno e dei suoi
derivati. Al suo fianco, in qualità di
vicepresidenti, siederanno Grazia Finocchiaro
(responsabile comunicazione del Gruppo Scm
di Rimini) e Paolo Griggio, contitolare
della Griggio di Reschigliano (Padova).
L’associazione ha scelto il nuovo consiglio
direttivo per il triennio 2004-2007 nel corso
della assemblea generale svoltasi venerdì 18
giugno presso il Jolly Hotel di Assago (Milano).
Sono stati eletti consiglieri Gianni Volpato,
titolare della Volpato di Campodarsego (Padova),
che è anche stato riconfermato quale tesoriere
della associazione; Giancarlo Anselmi
(titolare della Bruno Balducci di Sesto San
Giovanni, Milano), Roberto Selci
(presidente del Gruppo Biesse di Pesaro),
Marco Alberti (contitolare della Alberti
Vittorio di Cernusco sul Naviglio, Milano),
Claudio Ginnasi (titolare della Simimpianti
di Milano) ed Egidio Ilario Sueri
(titolare della Sueri Alfredo di Limidi di
Soliera, Modena).
Delachi succede a Luciano
Costa (presidente della Costa levigatrici di
Schio, Vicenza) – che resterà nel consiglio in
qualità di past-president.
Le esportazioni di
macchine italiane per la lavorazione del legno
sono aumentate del 5,4 per cento rispetto al
gennaio-marzo 2003, attestandosi a quota 270,7
milioni di euro. Un segnale decisamente
positivo, come dicevamo, soprattutto se si
considera che il 2003 si era chiuso con una
contrazione complessiva dell’export del 13 per
cento. Tra i nostri migliori clienti ci sono il
Medio e Estremo Oriente (rispettivamente +82,7 e
+24,1 per cento), a cui si accompagna la buona
performance dell’Est Europa (+14,5 per cento) e
il possibile innesco di una ripresa nell’Unione
Europea, dove le vendite di macchine e impianti
“made in Italy” è stata del 4,6 per cento.
Positive le nostre esportazioni anche in Oceania
dove, per quanto su valori assoluti contenuti,
le imprese italiane conseguono una crescita del
18,9 per cento. Di contro registriamo un
andamento negativo delle esportazioni verso le
Americhe (un calo del 20,6 per cento in Nord
America e del 29,5 per cento nel Centro e Sud
America) e verso l’Africa (-8,8%).
Per una migliore valutazione complessiva di
questi dati riteniamo utile ricordare che nel
2003 le esportazioni italiane vennero assorbite
per il 40,3 per cento dai Paesi dell’Unione
Europea, seguiti dalla Europa extra Ue (22,7 per
cento), dal Nord America (15,1 per cento),
dall’Estremo Oriente (7,7 per cento),
dall’Africa (5,1 per cento), dal Medio Oriente
(3,6 per cento), dal Sud America (3,0 per cento)
e dall’Oceania (2,4 per cento). Veniamo al
capitolo delle importazioni. Nei primi
tre mesi del 2004 in Italia sono state vendute
macchine di provenienza estera per un totale di
29,6 milioni di euro, il 5,1 per cento in meno
dello stesso periodo del 2003. Da sottolineare
il significativo calo delle importazioni dalla
Germania (-20,0 per cento) che, con un valore
pari a 11,7 milioni di euro, si conferma
comunque il nostro primo fornitore estero.