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AIEL: dati sui consumi in Italia del riscaldamento a legna
Presentati dall’AIEL a Progetto Fuoco i dati sui consumi in Italia del riscaldamento. Record di visitatori qualificati.

2,4 miliardi di euro l’anno. E’ quanto si spende in Italia per 21 milioni di tonnellate di combustibili a base di legno. Nel 2009 4 milioni di famiglie hanno consumato 19 milioni di tonnellate di legna da ardere, spendendo quasi 2 miliardi di euro. Hanno poi bruciato 1,2 milioni di tonnellate di pellet per un valore di 250 milioni di euro e 400.000 tonnellate di cippato.
Per il solo cippato, per cui annualmente si spendono 150 milioni di euro, sono 3 i mercati di riferimento: 45 grandi centrali elettriche che consumano 1,8 milioni di tonnellate l’anno, 86 impianti di teleriscaldamento e 18 di cogenerazione che ne bruciano 410.000 tonnellate, più minireti e caldaie domestiche per altre 400.000 tonnellate.
Obiettivo dell’Italia entro il 2020 è produrre con fonti rinnovabili (legno e derivati ne rappresenta

no la seconda fonte) il 17% del fabbisogno energetico: oggi siamo al 5,2%. PELLET
Il combustibile legnoso a più basso contenuto idrico (8% contro il 15% della legna da ardere e il 30% del cippato) è il pellet, la cui produzione italiana 2008 è stata di 800.000 tonnellate, a cui si aggiunge un import di 500.000. La diffusione di stufe e caldaie a pellet (nel 2007 nel nostro Paese si contavano 750.000 apparecchi domestici così alimentati) fa del mercato italiano il numero uno in Europa.

DATI VENETO
Sono 341.000 le famiglie venete (il 17% del totale) che si riscaldano con la legna usando 570.000 tra stufe, caminetti, termocamini e caldaie, con un consumo medio annuo per abitante di 4,7 tonnellate, pari a complessivi 2 milioni di tonnellate di legno e 41.000 tonnellate di pellet. Per bruciare tanta legna i veneti usano impianti che nel 90% dei casi sono tradizionali (nel 56% dei casi si tratta di stufe a legna) mentre le stufe tecnologicamente avanzate e quelle a pellet sono il 10%.
Al 7° Progetto Fuoco, mostra internazionale di impianti e attrezzature per produrre calore ed energia dalla combustione della legna, in Fiera a Verona fino a domenica con una grande affluenza di operatori professionali fin dal primo giorno, l’AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) ha presentato oggi questi dati nel corso di una lezione sulle differenze tra i combustibili legnosi. Nell’incontro tenuto da Eliseo Antonini e Valter Francescato, è stato ricordato che nelle regioni in cui sono più impiegati questi combustibili, si usano soprattutto caldaie di piccola e media potenza (da 10 a 500 kW) e un cippato di elevata qualità.
La regina delle aree di diffusione di tali impianti è la provincia di Bolzano con 7.000 caldaie; seguono Veneto con 985, Piemonte con 347, Friuli Venezia Giulia con 191 e Toscana con 181. La sola provincia di Bolzano, tra impianti di teleriscaldamento e cogenerazione ne conta 57 contro i 18 impianti di cogenerazione presenti in tutta Italia, pari a una potenza elettrica installata di 13,5 megaWatt. Il 50% dei 2.750 gigaWatt elettrici prodotti nelle centrali elettriche italiane, è ottenuto bruciando cippato.

NEL VENETO IL TOP DEI PRODUTTORI-DISTRIBUTORI DI PELLET
AIEL ha anche presentato due pubblicazioni: il manuale “Legna e cippato” edito da Progetto Fuoco, che analizza produzione, requisiti qualitativi e caratteristiche del mercato; e la guida agli operatori delle agrienergie. Quest’ultima elenca i produttori e distributori di legna, cippato e pellet in Veneto, Lombardia, Toscana, Friuli e Alto Adige. Si scopre così che il Veneto è la regione più attiva, con 18 aziende a Belluno, 11 a Vicenza, 7° a Treviso, 3 rispettivamente a Venezia, Verona e Padova.
http://www.progettofuoco.com

 

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